Studio Medico Dr. Renato Ariano

Specialista in allergologia e pneumologia

Bordighera - Sanremo - Imperia

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Visite e Test Diagnostici per Intolleranze

Al fine di poter individuare le intolleranza in maniera precisa, presso il nostro studio possono essere effettuati numerosi test diagnostici aggiornati seguiti da scrupolose indagini atte a proporre ai pazienti le migliori terapie da seguire.

Principali visite e test diagnostici per intolleranze alimentari:

  • Skin prick test (SPT).
  • Test di tolleranza al lattosio – Breath test al lattosio e lattulosio.
  • Test intolleranze alimentari con prick by prick – diete personalizzate.

Intolleranza al lattosio e diagnosi: H2-Breath Test, gold standard per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio.

colon irritabileQuesto esame è il miglior mezzo, non invasivo ed economico, per indagare la capacità di digerire il lattosio. Numerosi studi dimostrano che questo tipo di test possiede una buona sensibilità (circa 77,5%) ed un’eccellente specificità (circa 97,6%). Con il Breath test si valuta la presenza di idrogeno nel respiro del paziente effettuando una serie di misurazioni secondo un metodo ampiamente testato ed approvato dalla comunità scientifica. In caso di malassorbimento del lattosio, dopo l’assunzione di quest’ultimo, dovuto alla mancanza dell’enzima che deve metabolizzarlo (la lattasi) per motivi genetici o a causa di fattori esterni, nell’intestino si verificano processi di fermentazione con la produzione di alcuni gas tra cui l’idrogeno. Quest’ultimo viene assorbito nel circolo sanguigno ed eliminato attraverso i polmoni con il respiro.

Quando è consigliato il Breath Test?

  • quando il soggetto soffre di flatulenza
  • quando sono frequenti i crampi addominali
  • in caso di fenomeni di diarrea dopo aver mangiato.
  • Sospetta intolleranza al lattosio
  • Intolleranza e malassorbimento del fruttosio
  • Sospetta intolleranza al sorbitolo
  • Sospetta intolleranza allo xylitolo
  • Indagini per le intolleranze alimentari
  • Intolleranza alla frutta
  • Intolleranza al miele o ai dolciumi
  • Intolleranza ai latticini
  • Intolleranza agli chewing gum, canditi ecc.
  • Intolleranza i prodotti per diabetici
  • Intolleranza al cioccolato o ai pasticcini
  • Intolleranza a cibi etichettati come sugar-free
  • SIBOS (Sindrome da sovra crescita batterica nell’intestino tenue)
  • Insufficienza pancreatica esocrina
  • Cirrosi epatica
  • Diverticolo dell’intestino tenue
  • Indagini sul gonfiore, meteorismo, flatulenza
  • Indagini sulla steatorrea (feci grasse)
  • Indagini sulla creatorrea (feci maleodoranti con presenza di proteine)

Esecuzione del test

breath test SanremoL’esame non è invasivo, basato sul respiro e si svolge in una mattinata dalle 9,00 alle 12,00.

Il metodo consiste nel far soffiare il paziente in un beccuccio posizionato su un apposito strumento, chiamato gas-cromatografo; oppure facendo riempire al paziente, sempre espirando, una sacca apposita collegata allo strumento di misura. Il test inizia con la registrazione del valore al tempo zero, ovvero registrando la quantità di idrogeno espirata prima dell’assunzione di lattosio (chiamato valore basale).

Successivamente, il paziente deve assumere uno specifico quantitativo di lattosio (da 20g a 50g per gli adulti; nei bambini circa 15g, 1g per kg) e soffiare nuovamente per le 4 ore successive ad intervalli regolari di 30 minuti. Lo strumento analizzerà la composizione del respiro per verificare se è stato prodotto e in quale misura idrogeno (H2). Un incremento della produzione di questo gas maggiore di 20 parti per milione (p.p.m.) rispetto al valore basale, indica che il soggetto è intollerante al lattosio stesso.

Regole da seguire per la corretta eseguzione del test

  • non assunzione di antibiotici nei 15-30 giorni prima dell’esame;
  • non assunzione di lassativi e fermenti lattici nei 7-15 giorni prima dell’esame;
  • il giorno prima dell’esame non si devono mangiare zucchero di canna, corn-flakes, derivati del mais in genere, noccioline, piselli, cibi ricchi di fibre;
  • digiuno da almeno 8 ore (si può assumere acqua naturale non gassata);
  • durante l’effettuazione del test si potrà assumere solo una piccola quantità (circa mezzo bicchiere) di acqua naturale non gassata.
  • la mattina stessa del test lavare bene i denti;
  • bisogna essere svegli da almeno 2 ore, non aver fatto sforzi nella mezz’ora prima dell’esame;
  • evitare di fumare nelle ore e nei minuti precedenti il test (cioè fin dalla mezzanotte precedente), poiché il fumo altera la composizione gassosa del respiro riducendo l’attendibilità del test;
  • durante il test rimanere seduti (non fare attività fisica);
  • è consigliato rimandare l’esecuzione del Breath Test in presenza di diarrea importante e di patologie intestinali acute, come salmonellosi e gastro-enteriti vitali; analogo discorso in caso di recente sottoposizione (meno di 30 giorni) a procedure diagnostiche come la colonscopia.

Dieta consigliata il giorno prima del test:

  • per colazione – The, caffè o caffè d’orzo zuccherati, fette biscottate o pane o biscotti secchi;
  • per pranzo – pasta o riso conditi con olio oppure pastina in brodo vegetale oppure carne o pesce ai ferri conditi con olio;
  • per merenda – The, caffè o caffè d’orzo zuccherati, fette biscottate o pane o biscotti secchi;
  • per cena – riso condito con olio, uova, carne o pesce ai ferri conditi con olio.
  • bevande – acqua naturale o minerale non gassata, the o caffè o caffè d’orzo zuccherati.

Evitare, nelle 24 ore precedenti l’esame, il latte ed i latticini di origine animale ma anche tutti i prodotti alimentari che possono contenere lattosio come additivo: panini al latte e prodotti da forno, biscotti, pizze dolci, crostate, plum-cake, dolcetti, merendine, cioccolato, nutella, gelati, creme, budini condimenti e salse varie, salumi ed insaccati.

N.B. È possibile aggiungere alla pasta o al riso un cucchiaino di parmigiano reggiano o grana padano, che non contengono lattosio.

L’H2-Breath Test può dare origine a falsi negativi, dovuti all’incapacità della flora batterica di produrre H2 dopo ingestione di carboidrati non assorbibili o dopo un recente uso di antibiotici, breath test imperia intolleranzeoppure per non aver seguito le indicazioni prima del test. Falsi positivi sono meno frequenti e possono essere legati alla presenza di una sovracrescita batterica nel tenue.

Infine, è importante sottolineare che non tutti i pazienti con malassorbimento del lattosio presentano i sintomi dell’intolleranza durante l’esecuzione del test. Per diagnosticare un’intolleranza al lattosio è necessaria la presenza dei sintomi di intolleranza al lattosio durante il test, i quali generalmente si protraggono anche nelle ore successive.

È possibile eseguire il breath test anche con la somministrazione di altri zuccheri (tra cui lattulosio, sorbitolo, glucosio, ecc) per valutare la presenza di altre condizioni, ad esempio per la sindrome da sovracrescita batterica nell’intestino tenue (SIBO, Small IntestinalBacterialOvergrowth) oppure per la ricerca dell’Helicobacter pylori.

Una volta eseguito il test al soggetto sarà concordata con l’interessato una visita specialistica per valutare i risultati ed eventualmente intraprendere la giusta terapia e dieta.

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test prick by prick intolleranze ImperiaIl prick test è la metodica più semplice ed economica per la diagnostica delle allergie. Viene eseguito sulla pelle, in genere sul braccio. Viene praticata una piccola test prick by prick intolleranze Sanremoscarificazione sulla pelle per instillare una goccia di allergene e controllare se si forma un pomfo di diametro superiore ai 3 millimetri nell’arco di 15 minuti

Purtroppo, gli allergeni alimentari che sono di solito sono distribuiti dalle ditte del settore in forma liofilizzata, hanno rapida scadenza. Inoltre, ultimamente, per motivi legislativi, sono poco reperibili e, per questo motivo, nel nostro studio preferiamo da tempo effettuare il Prick by prick: ovvero utilizzare gli alimenti freschi, allestiti personalmente. In questa maniera riusciamo a fornire diagnosi personalizzate sulla base dell’anamnesi del paziente, che deve sempre essere molto accurata.

Siccome alcuni pazienti presentano anche sensibilità a pollini poco consueti e non disponibili da parte delle ditte fornitrici di diagnostici, da anni utilizzo la metodica anche con granuli pollinici, rari o inconsueti, raccolti direttamente dalle piante indicate dai pazienti stessi che riferiscono reazioni in loro prossimità.

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Dieta personalizzata in due fasi: eliminazione e poi reintroduzione dei cibi.

Gli alimenti più frequentemente coinvolti nelle reazioni avverse al cibo sono:

  • latte vaccino, ma anche di capra o di altri mammiferi;
  • uova;
  • tutti i cibi contenenti lievito: pizza, focaccia, pane, brioches;
  • alcune verdure: pomodoro, melanzane, peperoni, patate;
  • crostacei in genere;
  • frumento e tutti i cereali contenenti glutine;
  • legumi;
  • cacao;
  • cibi contenenti conservanti.

Occorre anche valutare se i disturbi sono presenti tutto l’anno, oppure hanno una comparsa solo in determinate stagioni, come avviene, per esempio, per cibi stagionali come asparagi, ciliegie, anguria, castagne, ecc.

La dieta di eliminazione esclude per tre settimane gli alimenti sospetti come risulta dall’anamnesi e dai test.Trascorso questo periodo si esegue una visita di controllo per verificare la situazione. In caso di miglioramento si adotta una nuova dieta, cosiddetta di reintroduzione, in cui si reintroducono le diverse categorie di cibi, ogni due giorni, tenendo un diario alimentare, fino all’eventuale nuovo peggioramento con la ricomparsa dei sintomi. Una volta individuato l’alimento incriminato, non è detto che non si debba eliminarlo per sempre.

Siccome le intolleranze sono spesso dose dipendente, si può tentare una graduale reintroduzione dell’alimento incriminato.

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Dosaggio delle IgE specifiche (PRIST e RAST)

Prist e Rast test sono esami del sangue che servono a determinare se un paziente è allergico a specifiche sostanze. I test consistono in un semplice prelievo del sangua dall’avambraccio e su questo campione viene analizzata l’attività degli anticorpi a uno specifico allergene.

Minime regole da seguire per la corretta eseguzione del test

  • non è necessaria alcuna specifica preparazione, dieta o digiuno
  • anche alcune contestuali terapie possono non essere problematiche per effettuare il test.

Differenze tra i test

  • Il PRIST (Paper Radio ImmunoSorbent Test o test di radio-immuno-assorbimento su carta) dosa le IgE totali. Il RAST (Radio AllergoSorbent Test, test di radio-allergo-assorbimento) dosa le IgE specifiche.
  • Il RAST è meno sensibile, ma è più specifico del test cutaneo, oggi poi le nuove tecniche laboratoristiche come il CAP Sistem FEIA o UniCAP, ne hanno elevato la sensibilità e la praticità d’uso.

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Test di secondo livello

Dieta di eliminazione

Una volta fatta la diagnosi, la dieta di eliminazione è un passo naturale ed ovvio, tuttavia, quando la diagnosi non è ancora sicura, la dieta può diventare un elemento diagnostico anch’esso. Si elimineranno in una sorta di contrattazione ragionevole, tutti quegli alimenti sospetti o potenzialmente inducenti sintomi, come i pomodori o le fragole, facilmente stimolanti la liberazione di istamina.

In mancanza di un chiaro rapporto di causa effetto, l’eliminazione di tutti quegli alimenti che sovente sono i più in causa nelle allergie alimentari, determina una sorta di Dieta Depurativa che ha lo scopo, non solo di escludere cibi a rischio, ma anche quello di indurre una maggiore attenzione del paziente medesimo a ciò che introduce in corpo.

Gli alimenti sospetti sono sempre i medesimi: latte, uova, arachidi, pesce, soja, frumento, frutti di mare, noci e nocciole. Come criterio generale di valutazione si possono differenziare le reazioni IgE mediate da quelle non IgE mediate. Le prime sono classicamente rapide nell’esordio mentre le seconde richiedono alcune ore se non giorni per manifestarsi, dopo l’ingestione del cibo responsabile.

Procedure e tempi La procedura è la seguente: se con la dieta d’eliminazione, nel giro di 15 – 20 giorni, sono stati raggiunti risultati migliorativi, con riduzione o addirittura scomparsa della sintomatologia si potranno reintrodurre nella dieta altri alimenti. Questi saranno reintrodotti uno per volta, con un’intervallo di 48 ore tra una nuova introduzione e l’ultima, al fine di non confondere il quadro con eventuali sovrapposizioni. Lo scopo della dieta di reintroduzione è quello di portare all’identificazione dell’alimento responsabile della sintomatologia principale. Per questo è fondamentale la collaborazione del paziente, il quale deve compilare un diario clinico giornaliero fornitogli dallo specialista.

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Diagnosi delle intolleranze alimentari

Per le intolleranze alimentari invece non sono disponibili test attendibili. I cosiddetti test “alternativi”: Kinesiologia applicata (DRIA test e simili), Test di citotossicità (Cytotoxic test o test di Bryan o ALCAT, ecc.), Test EAV (elettroagopuntura secondo Voll, Vega test, Sarm test, Biostrength test e loro varianti), Test di provocazione/neutralizzazione, Test di provocazione/ neutralizzazione sublinguale, Biorisonanza, Analisi del capello, Pulse test, Test del riflesso cardiaco-auricolare, Test Melisa, Mineralogramma, Iridologia, test Bioenergetico dei Virus e Batteri e simili non sono attendibili in quanto non sono in grado di individuare agenti causali di presunte “intolleranze alimentari”, sono privi di validazione scientifica e non sono riproducibili.

Inutile e scientificamente infondata è anche la ricerca d’anticorpi della classe IgG specifici per alimenti. I test citati, oltre a non fornire informazioni utili dal punto di vista sanitario, sono costosi e possono condurre i pazienti ad intraprendere diete inutili o addirittura dannose.

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sindrome da contaminazione batterica dell’intestino tenue (Small Intestinal Bacterial Overgrowth – SIBO)

sibo test intolleranza glucosio o lattulosio imperiaLa sindrome da contaminazione batterica dell’intestino tenue (Small Intestinal Bacterial Overgrowth – SIBO) – è caratterizzata dall’eccessiva proliferazione di batteri, specie anaerobi, all’interno dell’intestino tenue. I sintomi che produce sono: flatulenza, gonfiori e meteorismo, steatorrea, diarrea e dolori intestinali in genere. Si verifica quando lapresenza di batteri nell’intestino tenue arriva a concentrazioni superiori a 105 UFC/ml. Tale situazione clinica può essere dovuta a diverse cause (anatomiche, chirurgiche e mediche), ma la causa più frequente appare oggi quella legata al trattamento con inibitori della pompa protonica, specie dopo un anno di terapia continuativa. Il suo riconoscimento diagnostico è infido sia all’inizio (possibilità di sintomi sfumati) sia dopo molti mesi di terapia con inibitori della pompa protonica (considerati spesso familiarmente come semplici protettori dello stomaco, senza una vera e propria valenza farmacologica). La diagnosi di sicurezza va posta con il BREATH TEST AL GLUCOSIO O AL LATTULOSIO, metodi non invasivi e riproducibili. Una terapia efficace sembra essere rappresentata dalla rifaximina polimorfo alfa alla dose di 1.200 mg/di per 2 settimane, anche durante trattamento continuativo con inibitori della pompa protonica, quando ritenuti indispensabili.

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Test alternativi

L’analisi della letteratura scientifica riguardante questi test proposti dalla Medicina Alternativa, per la diagnostica allergologica delle allergie ed intolleranze alimentari, mostra che la maggioranza di questi test ha decenni di vita e che hanno già ricevuto un risposta negativa, riguardo alla loro attendibilità, già da parecchi anni. Inoltre il razionale alla base dell’origine di questi test non ha stabili basi scientifiche. Affidarsi a tests non validati e non riproducibili pone i pazienti che si affidano a loro al rischio di diagnosi erronee e pericolose per le conseguenze terapeutiche che da loro derivano.